{"id":6729,"date":"2021-11-29T11:22:07","date_gmt":"2021-11-29T10:22:07","guid":{"rendered":"https:\/\/pre.vitruve.fit\/blog\/come-migliorare-il-salto-verticale-nei-giocatori-di-basket-usando-il-metodo-vbt\/"},"modified":"2026-02-27T11:12:33","modified_gmt":"2026-02-27T10:12:33","slug":"come-migliorare-il-salto-verticale-nei-giocatori-di-basket-usando-il-metodo-vbt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pre.vitruve.fit\/it\/blog\/come-migliorare-il-salto-verticale-nei-giocatori-di-basket-usando-il-metodo-vbt\/","title":{"rendered":"Come Migliorare il Salto Verticale nei Giocatori di Basket Usando il Metodo VBT"},"content":{"rendered":"<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Che_cose_un_salto_verticale\"><\/span>Che cos&#8217;\u00e8 un salto verticale?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Se sei finito in questo articolo, capisco che gi\u00e0 sai cos&#8217;\u00e8 un salto verticale, ma sai quali sono le biomeccaniche dei salti? Il salto verticale consiste in una tripla flesso-estensione, cio\u00e8 una flessione della caviglia, del ginocchio e dell&#8217;anca contemporaneamente, seguita da un&#8217;estensione. Anche se ci sono diversi tipi di salti e tecniche per eseguirli, in questo articolo ci concentreremo sul salto a movimento contrario o <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rSaR_Aq38SQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Counter<\/a> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rSaR_Aq38SQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Movement<\/a> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rSaR_Aq38SQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Jump<\/a> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rSaR_Aq38SQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">(CMJ)<\/a>, che \u00e8 quello che pi\u00f9 si avvicina ai salti fatti nel basket. Il CMJ consiste in 3 fasi:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Nella fase discendente, le articolazioni dell&#8217;anca, del ginocchio e della caviglia si flessano e i muscoli della parte inferiore si allungano, immagazzinando energia elastica.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Successivamente, c&#8217;\u00e8 una fase isometrica in cui per un istante il movimento si ferma, \u00e8 qui che l&#8217;energia elastica viene convertita in forza cinetica.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Infine, i quadricipiti, i muscoli ischiocrurali, i glutei e simili si contraggono alla massima velocit\u00e0 fino a quando i nostri piedi non si staccano dal suolo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_241352\" aria-describedby=\"caption-attachment-241352\" style=\"width: 219px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-241352 size-full\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/image1-2.png\" alt=\"How to improve vertical jump in basketball players using the VBT\" width=\"219\" height=\"230\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-241352\" class=\"wp-caption-text\">Figura 1. Fasi del salto verticale<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La biomeccanica nei salti svolge un ruolo fondamentale perch\u00e9 a seconda delle caratteristiche personali o dei propri atleti, il salto stesso sar\u00e0 molto diverso.<\/p>\n<p>Attraverso un video in slow motion possiamo osservare la biomeccanica del nostro stesso salto verticale o di quello dei nostri atleti e la predominanza che questo ha nel salto stesso. Se l&#8217;atleta inclina molto il tronco in avanti, possiamo dire che \u00e8 principalmente <b>dominante all&#8217;anca<\/b>. Tuttavia, se non si piega molto, potrebbe essere dominante al <b>ginocchio<\/b> fino all&#8217;anca. E al contrario, nulla pu\u00f2 piegarsi a livello di anca o ginocchio, quindi la caviglia diventerebbe molto pi\u00f9 importante e sarebbe dominante a livello di <b>caviglia<\/b>.<\/p>\n<p>Possiamo eseguire diversi test per verificare quali sono i punti deboli e lavorarli al massimo. Ad esempio, se il nostro atleta inclina molto il tronco e anche quando gli chiediamo di fare un salto verticale da fermo, salta leggermente in avanti inconsciamente, significa che l&#8217;atleta ha un&#8217;anca molto dominante. Ci\u00f2 significa che il tuo punto debole sono gli estensori del ginocchio e dovrai lavorare con esercizi come squat, squat parziale, squat bulgaro, ecc. Se, d&#8217;altra parte, il nostro atleta \u00e8 dominante dell&#8217;anca, dovrebbe lavorare la parte opposta con esercizi di spinte dei fianchi, ponti dei glutei, stacchi morti, ecc.<\/p>\n<p>\u00c8 anche molto importante tenere a mente il concetto di SSC o Shortening Stretch Cycle, di cui parleremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Migliora_il_tuo_potere\"><\/span>Migliora il tuo potere<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>La potenza nel salto svolge un ruolo fondamentale. La potenza dipende dalla forza che sei in grado di produrre nel minor tempo possibile, cio\u00e8, per saltare in alto non devi solo essere forte, ma anche veloce e la somma di queste due variabili aumenter\u00e0 la potenza e quindi l&#8217;altezza del tuo salto verticale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><b>(P = F x V)<\/b><\/span><\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Fattori_che_influenzano_il_salto_verticale\"><\/span>Fattori che influenzano il salto verticale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b><i>Sviluppo della forza di velocit\u00e0<\/i><\/b> <b>(RFD)<\/b>: Ci vogliono circa 0,4-0,7 secondi per raggiungere i valori di forza massima e in un salto verticale, che avviene in 0,2 secondi, raggiungere questi valori non \u00e8 possibile. Possiamo definire il termine RFD come la pendenza della curva tra forza e tempo durante la contrazione muscolare. Questo concetto ha una grande importanza nella prestazione nello sport di squadra come il basket. Dipende dall&#8217;efficienza del SN centrale che deve essere in grado di reclutare il massimo numero di unit\u00e0 motorie nel minor tempo possibile.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_241353\" aria-describedby=\"caption-attachment-241353\" style=\"width: 706px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-241353 size-full\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/image2-3.png\" alt=\"How to improve vertical jump in basketball players using the VBT\" width=\"706\" height=\"406\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-241353\" class=\"wp-caption-text\">Figura 2. RFD<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per migliorare la produzione di forza per unit\u00e0 di tempo dobbiamo tenere a mente i diversi fattori fisiologici che svolgono un ruolo molto importante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Fattori_neurali\"><\/span>Fattori neurali<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Velocit\u00e0 di scarica delle unit\u00e0 motorie<\/b>: La velocit\u00e0 di esecuzione del movimento (e, alla fine, la contrazione delle fibre muscolari) modificher\u00e0 il contributo di questa velocit\u00e0 di download. Le velocit\u00e0 di download pi\u00f9 elevate che si ottengono all&#8217;inizio di una contrazione volontaria massima consentiranno una risposta pi\u00f9 rapida.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Sincronizzazione delle unit\u00e0 motorie<\/b>: Ci\u00f2 si riferisce al tempismo dello scarico degli potenziali d&#8217;azione e delle unit\u00e0 motorie attive contemporaneamente. La velocit\u00e0 di reclutamento delle unit\u00e0 motorie, la velocit\u00e0 di scarica di queste unit\u00e0 motorie e gli input sinaptici ricevuti dai motoneuroni prima di iniziare a generare forza, determinano in gran parte la capacit\u00e0 dell&#8217;atleta di generare forza rapidamente. <i> <\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Coppia di scosse elettriche<\/b>: Scarichi nei dendriti dei motoneuroni spinali che causano, grazie all&#8217;aumento della liberazione di Ca2 + nel reticolo sarcoplasmatico all&#8217;inizio della contrazione, un aumento del picco di forza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Fattori_strutturali\"><\/span>Fattori strutturali.<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Reclutamento e tipo di fibre<\/b>: Nel nostro allenamento cercheremo il reclutamento di fibre di tipo II, che conosciamo come fibre a contrazione rapida. Il suo sviluppo di forza \u00e8 3-5 volte maggiore rispetto alle fibre di contrazione lenta o di tipo I. Pi\u00f9 specificamente, cercheremo di reclutare le fibre IIb che sono le fibre di maggiori dimensioni. Queste hanno un&#8217;alta capacit\u00e0 glicolitica e vengono reclutate solo quando \u00e8 richiesto uno sforzo molto veloce e molto intenso, come nel sollevamento pesi, nel lancio o nei salti massimi.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Area trasversale delle fibre muscolari<\/b>: Aumentare l&#8217;area trasversale delle fibre muscolari, e in particolare delle fibre di tipo II, sembra essere efficace nell&#8217;migliorare le prestazioni RFD.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Infine, all&#8217;interno del RFD, ci sono due fasi principali. Una <i>fase precoce<\/i> che copre dall&#8217;inizio della contrazione fino a circa i primi 100 ms e dipende principalmente da fattori neurali; e una seconda fase chiamata <i>fase<\/i> <i>tardiva<\/i> che si verifica circa verso i 200 ms e dove i fattori strutturali hanno una maggiore importanza. Se vogliamo migliorare la <i>fase<\/i> <i>precoce<\/i>, sappiamo che sar\u00e0 determinata da fattori neurali, che dobbiamo affrontare attraverso velocit\u00e0 di esecuzione elevate (e con massima intenzione), con l&#8217;obiettivo di ottenere un maggiore reclutamento di unit\u00e0 motorie ed \u00e8 qui che <b>entra in gioco la VBT.<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Perche_allenarsi_con_VBT_per_migliorare_il_salto_verticale\"><\/span>Perch\u00e9 allenarsi con VBT per migliorare il salto verticale?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Il training basato sulla velocit\u00e0 ci offre determinati vantaggi unici in termini di potenza. Se vogliamo migliorare il nostro salto verticale, stiamo cercando di migliorare la nostra forza neuromuscolare, ovvero di ottenere una maggiore enervazione contrattile. Per questo, dobbiamo tenere a mente alcuni concetti chiave:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Dobbiamo eseguire gli esercizi cercando la massima velocit\u00e0 intenzionale prima di qualsiasi tipo di carico.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Si raccomanda di utilizzare carichi bassi (40-60% 1RM) o molto bassi (&lt;40% 1RM), lontano dalla fatica, ma non necessariamente entrare solo con carichi bassi. Dipender\u00e0 dal nostro obiettivo e dalle nostre priorit\u00e0.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Non dovrebbero essere persi meno del 20-30% della velocit\u00e0 massima propulsiva<\/li>\n<\/ul>\n<blockquote><p>Se non abbiamo un codificatore come quelli di Vitruve, durante il nostro allenamento cercheremo di eseguire il movimento alla massima velocit\u00e0 possibile nella fase concentrica. Quando noti che perdi una velocit\u00e0 significativa rispetto alla prima ripetizione (20-30% della velocit\u00e0), FERMA LA SERIE.<\/p><\/blockquote>\n<p>In questo modo, stiamo allenando con un carattere a basso stress, lontano dal fallimento, evitando l&#8217;accumulo di fatica, sia neuromuscolare che metabolica causata dall&#8217;accumulo di lattato e ammonio, che pu\u00f2 ridurre la nostra prestazione.<\/p>\n<blockquote><p><i>\u201cPi\u00f9 grande \u00e8 la fatica, minore \u00e8 la forza,<\/i> <i>e quindi possiamo<\/i> <i>generare la velocit\u00e0\u201d<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>D&#8217;altra parte, se abbiamo gi\u00e0 un codificatore <b>Vitruve<\/b>, con cui possiamo vedere immediatamente la nostra velocit\u00e0 in %. Il nostro obiettivo sar\u00e0 quello di battere il nostro personale migliore con il carico che usiamo regolarmente.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 possibile programmare il grado di fatica intra-serie e inter-serie attraverso la % di perdita di velocit\u00e0. In questo modo, quando si esegue una ripetizione con quella % di perdita di velocit\u00e0 rispetto alla prima serie, il codificatore ti far\u00e0 sapere quando \u00e8 necessario interrompere la serie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Tabelle_di_velocita_%E2%80%93_carico\"><\/span>Tabelle di velocit\u00e0 \u2013 carico %<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Le tabelle &#8220;tipo&#8221;, essendo normative e generiche, presentano un leggero problema poich\u00e9 non siamo tutti uguali e c&#8217;\u00e8, seppur lieve, una variabilit\u00e0 tra le persone. Ecco perch\u00e9 si raccomanda di creare il proprio profilo forza-velocit\u00e0. <b>Ma<\/b> <b>come si fa?<\/b><\/p>\n<p>Se si dispone di un dispositivo Vitruve, \u00e8 in realt\u00e0 molto semplice. Durante il riscaldamento, che sar\u00e0 strettamente correlato all&#8217;esercizio o al movimento che vogliamo misurare, sceglieremo 4 carichi, da un carico basso a un carico molto alto. In questo modo, l&#8217;applicazione, attraverso equazioni, creer\u00e0 la propria curva personale e che quando si esegue l&#8217;esercizio &#8216;X&#8217; si avr\u00e0 una percentuale individuale ed esclusiva completamente assicurata. \u00c8 interessante che ogni mese e mezzo circa riesaminiamo il nostro profilo di velocit\u00e0 per adattare i carichi.<\/p>\n<p>Ogni giorno possiamo lavorare con i carichi che possiamo sollevare quello stesso giorno, poich\u00e9 sappiamo che ogni giorno il nostro atleta o noi stessi abbiamo una diversa capacit\u00e0 di lavoro. L&#8217;encoder ci dar\u00e0 il carico esatto da sollevare alle velocit\u00e0 che vogliamo gestire quel giorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_241354\" aria-describedby=\"caption-attachment-241354\" style=\"width: 803px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-241354 size-full\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/image3-1-1.png\" alt=\"How to improve vertical jump in basketball players using the VBT\" width=\"803\" height=\"413\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-241354\" class=\"wp-caption-text\">Figura 3. Tabella di velocit\u00e0 propulsiva media.<\/figcaption><\/figure>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_allenarsi_per_migliorare_il_salto_verticale_con_VBT\"><\/span>Come allenarsi per migliorare il salto verticale con VBT?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>L&#8217;allenamento della forza diventa fondamentale. Dobbiamo concentrare il nostro allenamento su quegli esercizi che successivamente hanno un trasferimento al salto verticale sul campo da gioco. Questi saranno quegli esercizi che rafforzano i muscoli coinvolti nel salto stesso, cio\u00e8 quadricipiti, ischiocrurali, glutei e simili.<\/p>\n<p>Esercizi come lo squat, il deadlift, lo squat jump o il hip thrust possono essere ottime opzioni. Dobbiamo anche ricordarci che il basket \u00e8 unilaterale e lavorare da quella prospettiva con esercizi come lo squat bulgaro, il deadlift unilaterale o anche movimenti un po&#8217; pi\u00f9 complessi che assomigliano ai movimenti che possiamo eseguire nel gioco. Un clean and press con KB pu\u00f2 essere una buona opzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span data-sheets-root=\"1\" data-sheets-value=\"{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:&quot;&lt;a href=&quot;\/ebooks\/vbt-guide\/&quot;&gt;&lt;img style=&quot;width:876px; height:226px;&quot; alt=&quot;img-fase-3-ita&quot; src=&quot;\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/PHASE_3_IT-scaled-1.jpg&quot;&gt;&lt;\/a&gt;&quot;}\" data-sheets-userformat=\"{&quot;2&quot;:513,&quot;3&quot;:{&quot;1&quot;:0},&quot;12&quot;:0}\"><a href=\"\/ebooks\/vbt-guide\/\"><img decoding=\"async\" style=\"width:876px; height:226px;\" alt=\"img-fase-3-ita\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/PHASE_3_IT-scaled-1.jpg\"><\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Allenamento_pliometrico\"><\/span>Allenamento pliometrico<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Plyometric \u00e8 un metodo di allenamento che coinvolge il ciclo di stiramento-accorciamento (CEA). Consiste nel svolgere esercizi in modo che i muscoli applicano la massima forza e potenza nel minor tempo possibile. \u00c8 un allenamento <b>basato soprattutto su salti e lanci<\/b>, dove i muscoli in estensione esercitano una contrazione rapida ed esplosiva. Qualsiasi esercizio in cui \u00e8 coinvolta una reazione rapida all&#8217;impatto o ai rimbalzi rientra nella categoria degli esercizi plyometrici.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Drop<\/b> Jump: i drop jump sviluppano la capacit\u00e0 di trasformare l&#8217;energia elastica immagazzinata nella fase discendente in energia cinetica durante il movimento verso l&#8217;alto del CEA. L&#8217;esercizio consiste nel saltare da una superficie rialzata e rimbalzare rapidamente una volta che i piedi toccano il terreno. La nostra attenzione dovrebbe essere rivolta alla reazione di salto non appena tocchiamo il terreno.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Salti di <b>Shock<\/b>: i salti profondi svilupperanno la capacit\u00e0 di assorbire energia durante la fase discendente. Consiste nel saltare da una superficie elevata e atterrare ammortizzando la caduta. Questo atterraggio dovrebbe verificarsi il pi\u00f9 liscio possibile, sostenendo la posizione dello squat per alcuni secondi.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Salti multipli<\/b>: i salti multipli ci aiuteranno a migliorare la reattivit\u00e0 e il CEA. A differenza del drop jump, in questo esercizio eseguiremo pi\u00f9 salti di seguito cercando la massima altezza possibile. Possiamo mettere oggetti tra i salti come recinzioni a mezza altezza per costringerci a saltare sopra e cercare un decollo pi\u00f9 alto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quando saltiamo, lo stress che esercitiamo sui nostri articolazioni e la quantit\u00e0 di forza che devono assorbire (raggiungendo fino a nove volte il nostro peso corporeo), affatica molto il sistema nervoso centrale e le articolazioni stesse. \u00c8 molto importante <b>evitare di allenare la plyometria e i salti con la fatica poich\u00e9<\/b>, oltre a ridurre le nostre prestazioni e la capacit\u00e0 di forza prodotta, pu\u00f2 aumentare il rischio di infortuni.<\/p>\n<p>Secondo le evidenze scientifiche, un allenamento di 10 settimane frequente 2 e l&#8217;esecuzione di tra 50-60 salti otterranno un miglioramento del 9% rispetto al nostro punto di partenza. Possiamo giocare con il tipo di salto sia con o senza la palla, entra in gioco il principio di specificit\u00e0 e il ruolo di ogni giocatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Bibliografia\"><\/span>Bibliografia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Markovic G. (2007). Does plyometric training improve vertical jump height? A meta-analytical review. British journal of sports medicine, 41(6), 349\u2013355. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1136\/bjsm.2007.035113\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1136\/bjsm.2007.035113<\/a><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Pardos-Mainer, E., Lozano, D., Torrontegui-Duarte, M., Cart\u00f3n-Llorente, A., &amp; Roso-Moliner, A. (2021). Effects of Strength vs. Plyometric Training Programs on Vertical Jumping, Linear Sprint and Change of Direction Speed Performance in Female Soccer Players: A Systematic Review and Meta-Analysis. International journal of environmental research and public health, 18(2), 401. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.3390\/ijerph18020401\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.3390\/ijerph18020401<\/a><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Del Vecchio A, Negro F, Holobar A, et al. You are as fast as your motor neurons: speed of recruitment and maximal discharge of motor neurons determine the maximal rate of force development in humans. J Physiol. 2019;597(9):2445-2456.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Maffiuletti NA, Aagaard P, Blazevich AJ, Folland J, Tillin N, Duchateau J. Rate of force development: physiological and methodological considerations. Eur J Appl Physiol. 2016;116(6):1091-1116.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Rodr\u00edguez\u2010Rosell D, Pareja\u2010Blanco F, Aagaard P, Gonz\u00e1lez\u2010Badillo JJ. Physiological and methodological aspects of rate of force development assessment in human skeletal muscle. Clin Physiol Funct Imaging. 2017;38(5):743-762.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\">Aragon-Vargas, L.F and Gross, M (1997) &#8220;Kinesiological factors in vertical jump performance : differences among individuals&#8221; J of Applied Biomechanics, 13, 24-44.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 un salto verticale? Se sei finito in questo articolo, capisco che gi\u00e0 sai cos&#8217;\u00e8 un salto verticale, ma sai quali sono le biomeccaniche dei salti? 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