{"id":7059,"date":"2020-04-17T17:59:04","date_gmt":"2020-04-17T15:59:04","guid":{"rendered":"https:\/\/pre.vitruve.fit\/blog\/relazione-tra-la-fatica-e-la-perdita-di-velocita-di-un-set\/"},"modified":"2026-02-27T10:59:31","modified_gmt":"2026-02-27T09:59:31","slug":"relazione-tra-la-fatica-e-la-perdita-di-velocita-di-un-set","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pre.vitruve.fit\/it\/blog\/relazione-tra-la-fatica-e-la-perdita-di-velocita-di-un-set\/","title":{"rendered":"Relazione tra la fatica e la perdita di velocit\u00e0 di un set"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei grandi problemi che l&#8217;allenamento ha oggi \u00e8 quello di misurare l&#8217;effetto che uno stimolo ha sul corpo.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Per fare ci\u00f2, possiamo misurare la fatica che abbiamo accumulato. Il corpo risponde allo stimolo adattandosi ad esso, ed \u00e8 cos\u00ec che acquisiamo forza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Ma, come facciamo a sapere quale stimolo abbiamo dato al corpo?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Se potessimo misurarlo, potremmo conoscere quale \u00e8 il miglior stimolo da raggiungere i nostri obiettivi. La velocit\u00e0 di un sollevamento ci permette di conoscere con precisione quale sia lo stimolo che abbiamo dato al corpo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Cose_la_fatica\"><\/span>Cos&#8217;\u00e8 la fatica?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">La riduzione involontaria ed inevitabile della forza applicata dopo uno sforzo. (Enoka &amp; Stuart, 1992).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">La velocit\u00e0 media di un sollevamento sotto lo stesso carico diminuisce man mano che ci alleniamo, non siamo pi\u00f9 in grado di applicare tanta forza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">La perdita di velocit\u00e0, \u00e8 una buona espressione della fatica che si verifica in un allenamento. (Gonzalez-Badillo, Sanchez-Medina, Pareja-Blanco, &amp; Rod riguez-Rosell, 2017)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Quindi, se misuriamo la velocit\u00e0 di esecuzione della ripetizione <\/span><strong style=\"font-size: 18px;\">pi\u00f9 veloce<\/strong><span style=\"font-size: 18px;\"> (dove applichiamo pi\u00f9 forza), e <\/span><strong style=\"font-size: 18px;\">la pi\u00f9 lenta<\/strong><span style=\"font-size: 18px;\"> (dove viene applicata meno forza), sapendo che abbiamo fatto tutte le ripetizioni alla velocit\u00e0 massima, possiamo avere un <\/span><strong style=\"font-size: 18px;\">valore di riferimento<\/strong><span style=\"font-size: 18px;\"> di quale stimolo abbiamo dato al corpo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Per esempio, in un set di 8 ripetizioni di panca, se la mia prima ripetizione era a 0,65 m\/s e la mia ultima ripetizione a 0,4 m\/s, facendo una semplice regola dei tre, so di aver perso il 39% della velocit\u00e0 di esecuzione, nota anche come 39% di fatica inter-set.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_scienza_dietro_la_misurazione_della_fatica\"><\/span>La scienza dietro la misurazione della fatica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Oggi \u00e8 dimostrato che questa perdita di velocit\u00e0 \u00e8 correlata ai cambiamenti in alcuni indicatori di fatica nel nostro corpo, per essere pi\u00f9 specifici:<\/span> <strong style=\"font-size: 18px;\">lattato<\/strong> <span style=\"font-size: 18px;\">e<\/span> <strong style=\"font-size: 18px;\">ammonio<\/strong><span style=\"font-size: 18px;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">In un classico articolo \u00e8 stato dimostrato che la perdita di velocit\u00e0 media durante tre set aveva un&#8217;alta correlazione (per lo squat r = 0,97, e per la panca r = 0,95) con il picco di lattato post-esercizio (Sanchez-Medina &amp; Gonzalez-Badillo, 2011).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Cosa significa questo? Sappiamo che il lattato \u00e8 un <\/span><strong style=\"font-size: 18px;\">indicatore di fatica<\/strong>, <span style=\"font-size: 18px;\">perch\u00e9 \u00e8 dimostrato che aumenta in base alla fatica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Non \u00e8 la causa della fatica, ma sappiamo che, aumentando l&#8217;intensit\u00e0, il lattato aumenta nel nostro corpo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Quindi, se \u00e8 stato dimostrato che maggiore \u00e8 la perdita di velocit\u00e0, maggiore \u00e8 il picco di lattato post-esercizio, significa che la % di velocit\u00e0 persa \u00e8 un ottimo modo per misurare la vera fatica.<\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11370 alignright\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Captura-1.jpg\" alt=\"\" width=\"301\" height=\"163\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Quali_variabili_misuriamo_per_quantificare_la_fatica\"><\/span>Quali variabili misuriamo per quantificare la fatica?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong style=\"font-size: 18px;\">Inter-fatica:<\/strong><span style=\"font-size: 18px;\"> % di fatica che abbiamo accumulato in un esercizio. Se la ripetizione pi\u00f9 veloce \u00e8 0,4 m\/s e la pi\u00f9 lenta 0,3 m\/s, avremo perso il 25% della velocit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 18px;\">Dati interessanti: <\/strong> <span style=\"font-size: 18px;\">Nello studio menzionato prima, hanno anche scoperto che i livelli di lattato e ammonio non aumentavano fino a pi\u00f9 della met\u00e0 delle ripetizioni possibili durante un set.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Ci\u00f2 significa che, probabilmente, se lavoriamo con questi volumi, il recupero sar\u00e0<\/span> <strong style=\"font-size: 18px;\">pi\u00f9 veloce<\/strong>.<span style=\"font-size: 18px;\">. Ci\u00f2 non significa che sia ottimale, ma \u00e8 un punto da prendere in considerazione per includere lavori che non producono molto affaticamento al nostro corpo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Conclusione\"><\/span>Conclusione<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong style=\"font-size: 18px;\">1.-<\/strong> <span style=\"font-size: 18px;\">La prima ripetizione, o la<\/span> <strong style=\"font-size: 18px;\">pi\u00f9 veloce<\/strong> <span style=\"font-size: 18px;\">della serie, \u00e8 molto importante, poich\u00e9 ci indica con quale<\/span> <strong style=\"font-size: 18px;\">intensit\u00e0<\/strong> <span style=\"font-size: 18px;\">stiamo lavorando, ci servir\u00e0 anche come riferimento per sapere quanto ci siamo affaticati, quando perdiamo velocit\u00e0 a causa della fatica.<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 18px;\">2.-<\/strong> <span style=\"font-size: 18px;\">La perdita di velocit\u00e0 \u00e8 un ottimo modo per<\/span> <em style=\"font-size: 18px;\">quantificare la fatica<\/em>, <span style=\"font-size: 18px;\">poich\u00e9 ha<\/span> <em style=\"font-size: 18px;\">un&#8217;alta correlazione<\/em> <span style=\"font-size: 18px;\">con il picco post-esercizio del lattato, un indicatore fisiologico della fatica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\">Attraverso l&#8217;encoder Vitruve possiamo modificare e stabilire una perdita di velocit\u00e0 come obiettivo. Possiamo immediatamente sapere quando raggiungiamo quella velocit\u00e0. Quindi potremmo interrompere l&#8217;allenamento, modificare il carico o modificare il numero di ripetizioni per ottenere lo stimolo perfetto per quell&#8217;allenamento.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span data-sheets-root=\"1\" data-sheets-value=\"{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:&quot;&lt;a href=&quot;\/ebooks\/vbt-guide\/&quot;&gt;&lt;img style=&quot;width:876px; height:226px;&quot; alt=&quot;img-fase-2-ita&quot; src=&quot;\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/PHASE_1_IT-1-scaled-1.jpg&quot;&gt;&lt;\/a&gt;&quot;}\" data-sheets-userformat=\"{&quot;2&quot;:513,&quot;3&quot;:{&quot;1&quot;:0},&quot;12&quot;:0}\"><a href=\"\/ebooks\/vbt-guide\/\"><img decoding=\"async\" style=\"width:876px; height:226px;\" alt=\"img-fase-2-ita\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/PHASE_1_IT-1-scaled-1.jpg\"><\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Riferimenti\"><\/span>Riferimenti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Gonzalez-Badillo, J., Sanchez-Medina, L., Pareja-Blanco, F., &amp; Rodr\u00edguez-Rosell, D. (2017). La velocidad de ejecuci\u00f3n como referencia para la programaci\u00f3n, control y evaluaci\u00f3n del entrenamiento de fuerza.<\/p>\n<p>Hirvonen, J, Nummela, A, Rusko, H, Rehunen, S, H\u00e4rk\u00f6nen, M, (1992) Fatigue and changes of ATP, creatine phosphate, and lactate during the 400-m sprint. <em>Canadian journal of sport sciences 17 (2) 141-4<\/em><\/p>\n<p>S\u00e1nchez-Medina, Luis, Gonz\u00e1lez-Badillo, J. J. (2011) <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/21311352\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Velocity <\/a>loss as an indicator of neuromuscular fatigue during resistance training <em>Medicine &amp; Science in Sports &amp; Exercise<\/em>February issue 1725-34<\/p>\n<p>Enoka, R M, Stuart, D G (1992) Neuriobiology of muscle fatigue <em>Journal of applied physiology<\/em> 72 (5) 1631-48<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei grandi problemi che l&#8217;allenamento ha oggi \u00e8 quello di misurare l&#8217;effetto che uno stimolo ha sul corpo. Per fare ci\u00f2, possiamo misurare la fatica che abbiamo accumulato. Il corpo risponde allo stimolo adattandosi ad esso, ed \u00e8 cos\u00ec che acquisiamo forza. Ma, come facciamo a sapere quale stimolo abbiamo dato al corpo? 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